Le missionarie F.A.L.M.I. Francescane Ausiliarie Laiche Missionarie dell’Immacolata, arrivarono nella missione di Kasumo il 28 agosto 1968.

Kasumo si trova all’estremo nord del Tanzania, circa 1700 Km dalla capitale Dar es Salaam, nella diocesi di Kigoma. Il posto è bello, è un altopiano perciò il clima è ottimo, ma per raggiungerlo ci vuole tanta pazienza e anche un po’ di fortuna.

Da Dar es Salaam, (la capitale), si arriva a Kigoma con un volo interno di circa tre ore, la pista non è ancora asfaltata, perciò si atterra su una pista di terra battuta, poi da Kigoma alla missione, circa 150 Km ci si arrica in tre ore se non è la stagione delle piogge.

Nel lontano 1968 quando le missionarie arrivarono, la loro casa era isolata, distante circa un’ora di auto dal più vicino ospedale. Il rifornimento dell’acqua per ogni necessità veniva fatto ogni mattina a mano dal vicino fiume e l’acqua si conservava in barili; non c’era illuminazione di nessun genere, usarono una lampada a petrolio per 15 anni, fino all’arrivo dei pannelli solari.

Dedicarono subito tutte le loro energie nei campi tradizionali di apostolato: il dispensario, la catechesi e la promozione della donna.

L’infermiera oltre al normale servizio del dispensario, seguiva alcune centinaia di ammalati di lebbra, sparsi nel territorio della parrocchia, doveva andare a cercarli perché spesso si sottraevano alle cure. Diverse volte a settimana c’erano le cliniche, cioè assistenza e vaccinazioni a gestanti e bambini fino ai 5 anni. Furono formati infermieri e analisti locali, utilissimi anche nelle istruzioni sanitarie.

Negli anni 70 la politica della Tanzania era impegnata a realizzare l’autosufficienza locale e nazionale, questo significava che gli abitanti non potevano più vivere sparsi nella savana, ma avevano l’obbligo di spostarsi nei villaggi a loro assegnati, dove potevano avere servizi assicurati, quali: scuola, acqua, dispensario ecc, è stato un periodo difficile e faticoso.

Fino al 1992 la parrocchia è stata gestita da missionari europei, della Congregazione dei “Missionari d’Africa”, (meglio conosciuti come Padri Bianchi), e nel 1992 è stata consegnata al clero locale.

In quello stesso anno le missionarie iniziarono l’attività della scuola dell’infanzia. Nel corso degli anni c’è stato la realizzazione di un acquedotto per l’intero villaggio; la costruzione di due scuole, con l’ ausilio delle Diocesi di Assisi, Gualdo Tadino, Nocera Umbra, sostenitrici del progetto. Una scuola primaria e una secondaria residenziale, con annessi dormitori maschili e femminili e le abitazioni degli insegnanti e delle loro famiglie. Ci sono state collaborazioni a Campi di lavoro estivi promossi dalla Caritas di Assisi per la conoscenza ed il sostegno del loro progetto. Si sono fatti piccoli finanziamenti a gruppi o singoli per intraprendere piccoli commerci ed attività necessari alla sopravvivenza delle famiglie; offerta di lavoro, retribuito in denaro o generi di necessità; assistenza medica, alimentare, economica di anziani soli e senza famiglia; manutenzione sistematica e continua della strada che conduce all’Ospedale della Diocesi e all’Ufficio postale, sostegno nella costruzione di chiese nei villaggi

Nel 1996 l’architetto Giulio De Giovanni capitò per caso a Kasumo e mise in piedi un ambizioso progetto di promozione sociale. Riuscì a convincere il vescovo della sua diocesi, e assieme a lui alcuni amministratori dei comuni di Assisi e Bastia Umbra, di puntare tutto sull’istruzione di una nuova generazione di cittadini. Da qui la realizzazione faticosa di una scuola primaria di 800 bambini (ora ne ospita 1400) e di una scuola secondaria, con annessi ostelli per gli studenti maschi e femmine, abitazioni per gli insegnanti e servizi essenziali. Erano previsti 250 studenti, ora sono raddoppiati. La pedina fondamentale per la complessa realizzazione, che ora ha festeggiato i diedi anni di inizio corsi, è stata la presenza sul posto dell’associazione FALMI. Nel 2000 è stata inaugurata la scuola primaria e sono iniziati i lavori per la secondaria che ha aperto nel 2003. La dirigono da allora con grande impegno i padri missionari della Congregazione dello Spirito Santo ottenendo risultati lusinghieri per una realtà così difficile e disagiata come quella di Kasumo.